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Giuseppe Negro. Capovolto

CEILINGS. MUSEI IN RETE

a cura di Simona Caramia

GIUSEPPE NEGRO. CAPOVOLTO

Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza

29 marzo 2018, ore 11.00

Per il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Giuseppe Negro ha realizzato Capovolto. Da anni il lavoro dell’artista si caratterizza per la vocazione al recupero, per la rilettura e la rivisitazione di quanto attiene al passato: una sorta di metodologia, che si sostanzia della necessità di far rivivere la memoria sopita dal tempo e minacciata dall’oblio. Ogni intervento diventa non mera violazione di una forma, ma trasformazione del dato reale precostituito, per accrescerne il valore con un gesto artistico carico di appropriazione e tutela. Ne offre esempio Capovolto, un’architettura dalla forma irregolare, composta dall’assemblaggio di tessere di legno dipinte di colori scuri, che richiamano il colore nero del legno bruciato che è solito usare l’artista nei suoi lavori. Nell’opera le tessere sono metaforicamente unite dallo sviluppo di fusaggini nere, giustapposte ed aggettanti rispetto alla struttura, che richiamano visivamente le fibule in ferro, presenti come reperti nella collezione del Museo. In netta continuità con le architetture progettate per svilupparsi a terra, che sfruttano la “pavimentalità”, l’opera realizzata a Cosenza è una struttura modulare capovolta, ambientale ed atmosferica. È un rimando al Crati, al fiume che bagna la città, al cui fluire è contrapposta la staticità come eterno momento di quiete, nel quale le fibule-fusaggini galleggiano in una dimensione atemporale. L’opera, di grandi dimensioni, sovrasta lo spazio, senza invadere, adagiandosi ed inglobandolo gradualmente, sino ad abbracciare idealmente anche il fruitore. Parte del tutto, il visitatore è incitato a raccogliersi in un momento di riflessione, ulteriore caratteristica della ricerca di Negro, per cui la meditazione in silenzio è il presupposto di ogni azione: poiché per poter agire è necessaria una sorta di spontaneità che implica una difficile e silenziosa pratica di annullamento, di presa di distanza dalle cose del mondo, fino al punto in cui la mente abbraccia in uno stato di quiete la totalità della propria esistenza.

Dal 20 aprile al 20 maggio 2018 è stata presentata anche una sezione di lavori dell’artista, tra modelli progettuali di Capovolto e frammenti della stessa architettura, posti in dialogo con alcuni reperti della collezione permanente del Museo.

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