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PROGETTO

CEILINGS

Un altro punto di vista sulle collezioni

Premessa

Il paesaggio è un territorio antropizzato; non è solo, come lo intendono i geografi, lo spazio fisico costruito dagli uomini per vivere, muoversi e produrre; è soprattutto il teatro nel quale ognuno agisce, facendosi al contempo attore e spettatore. Solo smettendo di agire e guardando da spettatori si può cogliere il senso che l’azione dell’uomo ha prodotto nella natura. Significa riconoscere al paesaggio una funzione diversa da quella estetico-visionaria degli artisti a quella funzionalistica degli urbanisti, da quella spaziale dei geografi a quella documentaria degli storici. Il paesaggio è una mediazione tra l’uomo e l’ambiente, una quantità di segni che dobbiamo saper leggere per poter ricostruire e salvaguardare il dialogo con il nostro passato. Occorre imparare a scomporlo per comprenderne le cause e le motivazioni. Il paesaggio rispecchia il modo in cui viviamo, perché è un tessuto di relazioni. Il geografo Eugenio Turri scrive che i paesaggi sono come frasi di un discorso lungo. Aldo Gorfer afferma: Il paesaggio agrario è fraseggiato da campi vignadi e non vignadi. E dunque il paesaggio è un linguaggio. Osservarlo significa assistere alla messa in atto di un vero e proprio spettacolo. I paesaggi sono il risultato delle attività finalizzate alla nostra sopravvivenza. La loro realizzazione ha richiesto un lavoro comunitario complesso, da cui ne deriva un valore etico ed estetico, giacché sono l’elemento costitutivo dell’identità di un territorio specifico. Il paesaggio è il riflesso della realtà fenomenica, il medium del rapporto tra cultura e natura, il referente primo, per l’uomo, del proprio agire. Si guarda – o si interroga – il paesaggio, per ottenere conoscenza, necessaria per bilanciare e per impostare azioni ed interventi successivi. Il paesaggio è il luogo dello scambio interattivo, grazie al quale cultura e natura si confrontano, cercando di integrare reciprocamente. Dunque il paesaggio amplia il proprio luogo e la propria ragion d’essere, per lasciar posto ad un concetto culturale oltre che fisico-geografico. È proprio secondo tale accezione che si comprende e si legittima la metafora del paesaggio quale teatro o scenario dell’azione umana, il cui potenziale è custodito nei piccoli e grandi musei posti a monumeta et documenta di un territorio specifico, giacché sarebbe impossibile od impensabile conoscere la storia e le tradizioni di quel paesaggio umano e culturale senza i musei in cui sono conservate. Ogni luogo ha una precisa identità: è diventato il paesaggio che è in seguito all’azione dell’uomo che su di esso ha operato, aggiungendo e sottraendo, stratificando interventi e culture, umanizzando la natura modificando il paesaggio, utilizzando le sue risorse materiali (ed anche immateriali). Nel corso del tempo l’uomo ha sentito la necessità di conoscere, di compiere una ricerca culturale, storica, artistica, economica… che, infine, si è confluita nel bisogno di raccogliere e conservare i prodotti di quell’azione con cura e sensibilità anche in piccoli spazi o in piccole collezioni a tutela del passato prossimo e futuro. Ora, se il paesaggio è la natura vissuta e trasformata dall’uomo, il museo è un pezzo di quella vita che l’uomo ha trascorso interagendo con il proprio territorio, su cui ha impresso tracce discutibili talvolta, ma anche segni profondi di intelligenza e progresso. Per questo ogni museo gioca un  ruolo fondamentale per la ricostruzione della microstoria dell’umanità. Ogni museo contribuisce a dare un’identità al territorio.

 

Il progetto

Promosso e organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, fortemente voluto dal Direttore dell’ABA Vittorio Politano,  con la direzione artistica di Simona Caramia, Ceilings mira all’alta formazione artistica degli studenti, alla promozione del territorio ed al rafforzamento della ricerca scientifica. Punto di partenza del progetto è stata la volontà di supportare l’attività di ricerca e produzione dell’ABA, in sinergia con il territorio locale e nazionale: pertanto sono state avviate attività strategiche e di cooperazione con professionalità di chiara fama, con altri Enti pubblici e privati di rilevanza nazionale ed internazionale. Il conseguimento di tali relazioni rappresenta per gli allievi un’occasione di confronto nel presente e un’opportunità per il futuro, in relazione a possibili sbocchi professionali, nonché alla loro crescita curriculare; ma rappresenta anche la volontà di porre Catanzaro nel vivo del dibattito artistico-culturale nazionale, riformulando i rapporti tra margine e centro.

Obiettivo di Ceilings è quello di creare gradualmente un itinerario turistico dei Musei della Regione attraverso l’arte contemporanea, che sia riconosciuto dal MIBAC e che possa essere fonte di attrazione per accrescere il turismo.

Nato nel 2018, il progetto è cofinanziato dalla Regione Calabria e vanta numerose collaborazioni con enti locali  e nazionali. Si ricorda l’accordo di valorizzazione con il Polo Museale della Calabria e il patrocinio di musei statali come il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, il Museo Archeologico di Monasterace – Antica Kaulon, nonché di altri significativi partner, quali: l’Amministrazione Provinciale e l’Amministrazione Comunale – con l’Assessorato alla Cultura – di Catanzaro, la Fondazione Rocco Guglielmo, il Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. – Servizi Museali, il Comune di Cropani con il suo Antiquarium, il Comune di Tiriolo con il suo Antiquarium, il Comune di Cosenza, il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, la Cooperativa Vivikaulon.

L’immagine coordinata del progetto è curata da Tommaso Palaia.

comunicato stampa Ceilings